Il Suono del Mondo a Memoria

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TITOLO: Il suono del mondo a memoria

AUTORE: Giacomo Bevilacqua

EDITORE: Bao Publishing

PAGINE: 179

PREZZO: €17,85

 

Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua è una graphic novel pubblicata dalla BAO Publishing nel 2016 vincitrice, nell’ultima edizione del Lucca Comics and Games, del Premio Speciale Feltrinelli assegnato dalle Librerie.

Ho sentito parlare molto di questa graphic novel perciò quando ho saputo che l’autore sarebbe stato presente all’ARF! Festival non ho resistito al desiderio di comprarla e farmi fare una dedica personalizzata.

Di norma, quando mi consigliano i libri, tendo a prendere nota del titolo, lo inserisco nella mia wishlist di amazon e aspetto, e spero, che qualche buon amico decida di comprarmelo. Le mie economie, ma soprattutto il periodo storico in cui vivo – mancano sei mesi al mio matrimonio – non mi consentono di spendere e spandere, anche se lo vorrei, ma, come tutti i buoni propositi, vengono fatti per essere infranti ed è così che Il suono del mondo a memoria – con dedica personalizzata – è venuto a casa con me!

La storia racconta di Sam, un giovane fotografo, che si trasferisce a New York per superare una prova contro se stesso, contro le persone e quindi contro la città stessa. La città, come in quasi tutte le storie in essa ambientate, non fa da sfondo ma è parte 16 Il suono del mondo a memoriaintegrante della narrazione, non solo per i disegni che ne ritraggono scorci e vedute sorprendenti, ma perché risponde e provoca il protagonista che si ritroverà a sfidarsi con lei. Personalmente, proprio per il gran rumore che accompagna il nome di New York, l’ho sempre snobbata, in fin dei conti io vivo a Roma, Caput Mundi, la città più bella del mondo, Culla dell’occidente…Beh! Giacomo Bevilacqua è il primo che mi ha regalato un’altra prospettiva; sarà per la storia, per le casualità o più semplicemente per due, tre tavole che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta; sta di fatto che ora non vedo l’ora di visitare i luoghi da lui disegnati!

Il suono del mondo a memoria è, di per sé,  una storia d’amore piuttosto semplice ma arricchita da alcuni cambi di scena con cui l’autore è riuscito a renderla interessante ed estremamente diversa da qualsiasi cosa avessi letto. Il disegno, i colori e il racconto mantengono un mood delicato e dolce ma anche ironico e sagace al tempo stesso, che coinvolgono il lettore fino all’ultima battuta.

Non voglio svelarvi altro perché, per le graphic novel molto più che per i libri, è facile cadere in spoiler e come sapete io ne sono fortemente allergica; spero di avervi incuriosito perché davvero merita la vostra attenzione.

La consiglio a tutti: a chi è innamorato e a chi lo è di New York, a quelli che hanno affrontato una sfida e a tutti quelli che la devono ancora affrontare,  a coloro che, cambiando prospettiva, si sono resi conto che non stavano ascoltando se stessi, ma si erano semplicemente convinti di conoscere il suono del mondo a memoria.

Alla prossima, Miriam

 

La Libreria Stregata

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TITOLO: La libreria stregata

AUTORE: Christopher Morley

EDITORE: Sellerio Editore

PAGINE: 280

PREZZO: €10,20 

 

Parnaso in casa

R. e E. Mifflin

Benvenuti gli amatori di libri

Questo negozio è stregato

Se dovessi un giorno lasciare la vendita online per quella in negozio, sarebbe questa l’esatta insegna che trovereste sopra la mia libreria (con il mio nome, magari!). Avete presente quei libri che ti regalano dicendoti “questo è il libro per te!” e in cuor tuo sai che non potrai amare nessun libro allo stesso modo di Harry Potter…Beh, strano ma vero La libreria stregata di Christopher Morley entra a gamba tesa nella mia top ten e, anche se non ve lo state chiedendo, ecco i vari motivi.

Primo fra tutti, incredibile a dirsi, è la trama! La libreria stregata è l’esatto miscuglio di tutto ciò che vorrei trovare in un libro: amore, avventura, mistero e sopratutto libri. Avevamo lasciato Roger ed Elena alla guida del Parnaso ambulante e li ritroviamo con il Parnaso in casa, l’amore per i libri invariato e la loro coppia più affiatata che mai; a questo idilliaco quadretto domestico aggiungete un fedele cagnolone, una ragazza da introdurre al commercio librario, un giovane pubblicista innamorato e le inevitabili conseguenze della fine della prima guerra mondiale, ora mischiate il tutto e il gioco è fatto! La libreria stregata è il seguito del Il Parnaso Ambulante ma si possono considerare come due libri distinti soprattutto per il cambio di prospettiva, infatti nel primo romanzo è Elena la protagonista, in questo il nostro eroe indiscusso è Roger.

Ed ecco il mio secondo motivo: Roger! Roger è un uomo appassionato, pieno di zelo, carismatico e amante dei libri, in più di un’occasione ho dovuto prendere nota delle sue frasi che esprimevano i miei stessi pensieri, nel modo migliore. Tra le tante citazioni di cui ho preso nota, voglio condividere con voi quella che per il mio lavoro, sento più vicina:

La vita di un libraio è demoralizzante per l’intelletto. – Egli è circondato da innumerevoli libri, non gli è possibile leggerli tutti; ne esamina a caso uno, e rosicchia una briciola di un altro

Roger è senza dubbio il mio alter ego maschile!

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Terza ed ultima ragione, per cui questo libro rientra nella mia top ten, è Christopher Morley. Per me, è davvero difficile dire che un autore mi ha conquistata, perché negli anni non ho mai letto sotto questa ottica, lo avrò fatto giusto un paio di volte (vedi Rowling e Austen), di norma mi innamoro dei libri e non dei loro autori, in questo caso è stato un doppio colpo di fulmine sia con il romanzo che con l’autore. Christopher Morley è uno scrittore intelligente, ironico, conciso e caratterizzante. Cercando in giro mi dispiace non aver trovato molte notizie su di lui e le poche recuperate sono contrastanti; ma non mi demoralizzo ho intenzione di recuperare tutte le sue opere e coltivare questo mio piccolo grande amore!

Penso di poter concludere qui, perché se continuassi a scrivere arriverei a svelarvi tutto e a togliervi il piacere della lettura; perciò, credo sia scontato dirlo, è un libro che consiglio a tutti, anche a te che credi che questo non sia il tuo genere, per dirla con le parole di Roger: “La gente ha bisogno di libri, ma non lo sa. Ignora in generale che esistono i libri che le occorrono.”

Buona lettura!

A presto, Miriam

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Titolo : È solo una storia d’amore

Autore: Anna Premoli

Editore: Newton Compton

Pagine: 314

Prezzo: € 9,90 Rilegato – € 4,99 Ebook

 

È solo una storia d’amore è un libro di Anna Premoli edito da Newton Compton, pubblicato nel novembre del 2016.

La storia è incentrata su due personaggi Aidan Tyler e Laurel Miller, entrambi scrittori. Lui, con un unico romanzo a suo nome, è vincitore del premio Pulitzer, gloria e condanna a suo dire poiché da allora non ha più scritto nulla. Lei, conosciuta sotto pseudonimo, è una scrittrice di successo, stanca di essere relegata nella categoria rosa

Ad essere sincera ho acquistato il libro della Premoli grazie ad una promozione sugli Ebook Newton Compton, mi comporto così quando non sono sicura che il libro in questione mi piacerà, se invece poi mi conquista lo acquisto anche cartaceo così da averlo sempre disponibile e, spoiler, ho ordinato una copia!

Sono la classica tipa romantica ma non troppo, poco sognatrice e  un po’ più realista, ho sviluppato una strana avversione per tutte quelle storie dove sembra che tutti sappiano esattamente cosa dire, quando e quale sia il modo opportuno di farlo, come se seguissero un copione. È solo una storia d’amore è veramente solo una storia d’amore, come tante altre, dove vi è un incontro, una conoscenza, una crescita e infine l’amore, il vero punto di svolta è da attribuire alla penna di Anna Premoli. è un racconto semplice ma non banale, intuibile ma non noioso e, soprattutto, perspicace, ironico e simpatico con una protagonista veramente femminile,con le sue fissazioni , paure, fragilità ma anche con il suo amor proprio, intelligenza e voglia di farsi valere.

È un libro diverso dal solito. Lo consiglio a tutti quelli che pensano che il rosa valga poco o niente, a chi pensa che chi lo scrive o lo legge sia sensibile e fragile, a tutti quelli che credono che l’amore lo si possa incontrare persino in fila al bar.

Alla prossima, Miriam

Il Parnaso Ambulante

15-gennaio

 

Ed eccoci ritrovati con la prima recensione del 2017. Il Parnaso Ambulante è un romanzo scritto da Christopher Morley nel 1917 e pubblicato, nella versione italiana, da Sellerio Editore nel 1992.

Il libro, che conta poco più di 100 pagine nel formato della Sellerio, narra la storia di Elena McGill. Dopo una vita dedicata al fratello e alla loro fattoria, acquista da Roger Mifflin, un venditore di strada, il “Parnaso ambulante”: un carro, contenente il più svariato genere di libri da vendere nelle campagne della Nuova Inghilterra. Ha inizio così la sua avventura.

Tre sono, a mio parere, i temi principali di questo storia: l’amore, il viaggio e l’emancipazione. Analizziamoli ordinatamente.

L’amore è un tema che fa ancora scrivere di sé. Ci sono amori romantici, poetici, tormentati, nascosti, non corrisposti ma quello descritto nel “Parnaso Ambulante” è un altro tipo d’amore di cui sarebbe meglio parlarne attraverso le parole di Roger Mifflin:

Quando si vende un libro ad una persona, non gli si vendono soltanto dodici once di carta con inchiostro e colla, gli si vende un’intera nuova vita. Amore e amicizia e umorismo e navi in mare di notte; c’è tutto il cielo e la terra in un libro, in un vero libro intendo[…]è un nuovo campo d’azione, ma per le ossa di Whitman, ne vale la pena! è questa la cosa di cui ha bisogno questo paese: più libri!

Inutile dire che per me amante, lettrice e commerciante di libri ritrovare questa frase è stato come leggere un mio pensiero espresso in maniera decisamente più eloquente.

Il viaggio è un tema molto caro agli autori americani, sottintendendo con esso non solo un viaggio fisico ma personale, di crescita e libertà. Il viaggio non fa da sfondo alla storia né è utilizzato come espediente narrativo ma è esso stesso l’essenza del racconto, dove insieme allo svolgersi dei paesaggi si svolge la riscoperta personale di Elena. Vi ritroverete a viaggiare con lei.

L’ultimo tema da me evidenziato è l’emancipazione. Il romanzo si apre su Elena McGill, una donna di 39 anni che si autodefinisce grassa. Vive in una fattoria con il fratello, felice della sua condizione, finché questi non decide di diventare scrittore e da lì iniziano i loro problemi. Penso che più la volontà del fratello di diventare scrittore e accantonare i suoi doveri nella fattoria, quello che stizzisce Elena è la sua personale incapacità di trovare un posto nel mondo e di vivere veramente secondo i suoi desideri. Dopo una vita passata a rincorrere  il tipo ideale di altri è difficile porsi, in tarda età, certe domande. Sarà il Parnaso a risvegliare in Elena la forza e la volontà di riprendere in mano la sua esistenza.

Un libro che personalmente terrò nel cuore per svariati motivi. In Elena ho rivisto la me di due anni fa, nonostante la differenza di età molto spesso, in passato, mi sono posta le sue stesse domande, sono stati i libri ad aver risposto per me.

Consigliato vivamente a tutti: ai lettori appassionati, agli innamorati, a coloro che viaggiano, a quelli che parlano solo di libri, a quelli che si sentono troppo giovani per certe cose e a quelli che si sentono troppo vecchi, a  quelli che di questa passione ne hanno fatto un lavoro, a coloro che, come Roger ed Elena, fanno circolare, a modo loro, buoni libri!

A presto, Miriam

Reading Challenge 2017

8-gennaio

Reading Challenge 2017

  • Una raccolta di storie
  • Un libro sull’oriente
  • Un libro romantico
  • Un libro con l’autore con il tuo nome
  • Una graphic novel
  • Un libro di fiabe o favole
  • Un libro che parla di libri
  • Un thriller
  • Un libro storico (non per forza realistico)
  • Un libro che racconta di una malattia
  • Un libro che hai amato da bambino
  • Un libro magico
  • Un libro con meno di 100 pagine
  • Un classico russo
  • Un classico inglese
  • Un classico italiano
  • Un classico francese
  • Un best seller del 2016
  • Un best seller del 2015
  • Una saga
  • Un libro che parla di viaggi
  • Un libro usato
  • Un libro comprato in un’altra città
  • Un libro regalato
  • Un libro auto regalato
  • Un libro con protagonista femminile
  • Un libro con protagonista maschile
  • Un libro che consiglieresti a tutti
  • Un libro di fantascienza
  • Un libro horror
  • Un libro con un fattore atmosferico nel titolo
  • Un libro con un’emozione nel titolo
  • Un libro con il nome di una città
  • Un libro con il nome di un paese
  • Un libro con una festa nel titolo
  • Un libro con un numero nel titolo
  • Un libro che ti ricorda un momento felice
  • Un libro che ti ricorda una persona
  • Un libro menzionato in un altro libro
  • Un libro menzionato in una serie tv
  • Un libro menzionato in un film
  • Un libro in cui è stato fatto un film nel 2016
  • Un libro preso con i saldi
  • Un libro preso dalla libreria dei tuoi genitori/ amici/ parenti
  • Un libro della biblioteca
  • Un libro che hai paura di leggere
  • Un libro di un autore che ami
  • Un libro di cui sei scettico
  • Un libro che ti hanno consigliato
  • Un libro che ti faccia ricordare l’anno trascorso

Piccole Donne

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Piccole donne è il più famoso romanzo di Louisa May Alcott che pubblicò, per la prima volta in un unico volume, nel 1880.

Il romanzo racconta la storia delle quattro sorelle March: Meg, Jo, Beth ed Amy. Le ragazze vivono con la madre, mentre il padre è in guerra, trascorrono le giornate con il caro amico Laurie e, tra i problemi adolescenziali, crescono diventando piccole donne.

Come sempre, quando recensisco un classico, non posso che approcciarmi in punta di piedi perché, come ormai saprete, è sempre difficile parlare di un libro di una certa portata; perciò, più che decantarne le lodi e confermare quanto sia indiscutibilmente adatto ai ragazzi, preferisco parlare del mio personalissimo approccio a quest’opera.

Piccole Donne è stato il mio primo romanzo, avevo circa 8 anni e già una vena romantica angloamericana. è il libro che più di tutti mi ha cambiato la vita e non per la storia in sé, di cui vi dirò più in là, ma perché con la delicatezza dei romanzi di un tempo e la narrazione leggera adatta all’età mi ha accompagnato per mano in un mondo fatto di avventure, sogni, luoghi sconosciuti, amori romantici e tragedie che attraverso l’amore per questo libro e poi per la lettura non ho più abbandonato.

La storia delle sorelle March ci sembra così lontana nei tempi e nei modi da non sembrare adatta ai ragazzi di oggi, eppure superato il primo approccio si nota come Piccole Donne sia in realtà più attuale che mai. Nonostante parli di 4 ragazze non si limita a descrivere un comportamento femminile ma più semplicemente umano. Si fa spesso riferimento a come modulare la propria impulsività, valutare le priorità, che l’essere viene prima dell’apparire, a come le persone tutte, ricche o povere che siano, hanno molto più valore del possesso e che ognuno di noi porta con sé un dono che va scoperto, curato e lasciato fiorire.

Una storia di altri tempi ma forse no, una storia adatta ai più piccoli ma che non disdegnerei da adulta, una storia che insegna e che aiuta a crescere come le quattro Piccole Donne.

Quale è stato il vostro primo romanzo? Fatemi sapere con un commento!

Miriam

 

Il Bassotto e la Regina

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Il bassotto e la regina è un libro scritto da Melania G. Mazzucco, edito da Einaudi e pubblicato nel 2012.

Di questa storia non definirò il genere letterario, essendo un impreciso miscuglio tra favole e fiaba, mi limiterò a specificare che non si tratta di un racconto solo per bambini.

I protagonisti del racconto sono animali: coraggiosi, impavidi, fedeli, orgogliosi e altruisti; a questi si affiancano gli uomini che di magico e fantasioso hanno ben poco.

Non volendo proporre un riassunto né tantomeno spoilerare nulla, passerò direttamente agli apprezzamenti.

Ho amato innanzitutto le dimensione, parliamo di un libro che tutto considerato non supera le 70 pagine. Potrebbe sembrarvi insolito, ma sono sicura di trovare consensi per questa mia affermazione, che di una storia se ne apprezzino innanzitutto le piccole dimensioni, ma quando si è sempre di corsa trovare il tempo per leggere è davvero difficile  e con storie molto lunghe facilmente si perde il filo del discorso.

La storia si camuffa da favola per raccontare con “leggerezza” argomenti seri e delicati, da spiegare ai più piccoli ma di cui anche i grandi dovrebbero prendere consapevolezza.

Un libro che fa riflettere e su cui riflettere, un libro che ti sbalordisce e tramortisce, un libro da leggere.

Fatemi sapere che ne pensate, se qualcuno di voi l’ha letto o se lo ha fatto leggere ai più piccoli. Vi aspetto qui sotto nei commenti.

Alla prossima recensione.

Miriam

Dopo di Te

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Nonostante il fatto che io non sia mai stata un’amante dei sequel, soprattutto se non pensati sin dall’inizio, come nel caso di Harry Potter, ho affrontato il libro senza essere prevenuta nei suoi confronti. Ho amato Io prima di te e pensavo di potermi innamorare di Dopo di te. Non è stato così.

Procediamo con ordine: Dopo di te è l’attesissimo seguito di Io prima di te scritto da Jojo Moyes e pubblicato da Mondadori nel maggio del 2016. Ritroviamo Louisa due anni dopo la morte di Will  intenta a fronteggiare una serie di vicissitudini che sconvolgeranno nuovamente e completamente la sua vita.

Ora, dopo averlo presentato, concedetemi di passare alle critiche. Perché non mi è piaciuto? Potrei dire tante cose ma, per evitare spoiler, mi limiterò a descrivere due macro problemi che ho riscontrato nel corso della lettura, o almeno lo sono stati per me.

In Io prima di te lasciamo Louisa alle prese con la sua nuova vita, con in mano la lettera di Will, un conto a lei intestato, tante cose da fare e il suo immenso dolore. Nel mio immaginario Louisa avrebbe pianto la scomparsa di Will ma avrebbe “vissuto bene”, come lui le aveva chiesto nella lettera, possibilmente realizzando il sogno di iscriversi ad una scuola di moda, oppure cercando casa e trovando, forse, poi un nuovo amore. Tutte le mie illusioni si sono scontrate con la triste realtà del libro e tutto quello che io volevo solo immaginare è diventato realtà…

Un altro grande problema è che tutta la storia ha dell’incredibile! Già in Io prima di te avevo avuto questa sensazione, ma il tema trattato e  le forti emozioni provate l’hanno acquietata; qui, invece, è uscita più prepotente che mai! Non credo sia possibile nella vita reale vivere, o gestire, tutte queste situazioni, nonostante certo al giorno d’oggi se ne sentano di tutti i colori! Questo seguito mi è sembrato sforzarsi di voler dare un senso ad ogni cosa fino all’inverosimile, quando non sempre tutto ha un senso e questo era il vero punto di forza di Io prima di te.

Il libro, per intenderci, è ben scritto, come nello stile della Moyes, ed è inutile dire che non è assolutamente ai livelli di Io prima di te, dato che nessuno se lo aspettava. Resta il fatto che, personalmente parlando,  poteva non essere scritto o almeno io avrei preferito non leggerlo,  e so che questa opinione potrebbe scontrarsi con quella di molti voi lettori. Non voglio certamente convincere nessuno, ognuno in coscienza scelga se leggerlo o meno, poi tornate qui così ne possiamo parlare insieme.

Aspetto vostri commenti, alla prossima recensione!

Miriam.

 

 

 

L’Isola del Tesoro

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L’Isola del Tesoro (1883) di Robert Louis Stevenson è considerato uno dei più celebri romanzi per ragazzi di tutti i tempi.

La storia narra di un adolescente, Jim Hawkins che per un brutto scherzo del destino viene coinvolto nell’avventurosa ricerca dell’Isola del Tesoro. Tra pirati, ammutinamenti, battaglie e colpi di cannoni Jim si ritroverà costretto a compiere delle scelte e, suo malgrado, a dover crescere.

Le vicende sono raccontate dallo stesso Jim, ormai adulto, e viene considerato un romanzo di formazione nonostante alcuni elementi risultino inusuali, rispetto a quelli tipici dei racconti pedagogici dell’epoca. A differenza di David Copperfield e Le avventure di Pinocchio dove il personaggio era “negativo” già a partire dalla descrizione fisica, per poi passare a quella caratteriale e infine per coincidere con quella reale, nel L’Isola del Tesoro si rimane in una sorta di ambiguità morale dove non sempre si è completamenti buoni ma neanche completamente cattivi (Long John Silver), rispecchiando in questo modo ciò che accade nella vita di tutti i giorni.

Quando ci si approccia ad una lettura classica, ci si scontra sia con la grande critica del passato sia con l’opinione comune e potersi fare un’idea propria risulta sempre difficile, per non dire rischioso. La banalità è dietro l’angolo e la possibilità di essere superficiali incombe sul lettore come una spada di Damocle, perciò spero che nessuno si risentirà del parere di una semplice lettrice, poco esperta, troppo chiacchierona e in vena di dare qui la sua opinione in merito!

L’Isola del Tesoro è da sempre considerato un romanzo prettamente maschile perché classificato come genere d’avventura, pieno di pirati, d’armi ma, oggi, questo stereotipo è stato superato e posso affermare con certezza che la storia risulta piacevole “anche” per una ragazza.

Il ritmo narrativo sembra seguire i movimenti del mare. Si intervallano momenti di calma, poi dolcemente ondulatori e infine burrascosi ed è questa la parte più antipatica del libro, il procedere a volte lento e a volte così veloce rende, a mio avviso, la lettura poco scorrevole e l’uso continuo di termini tecnici, riguardo la navigazione, non aiuta un lettore, poco esperto del campo, ad entrare nella storia.

L’aspetto che più mi affascina nei romanzi definiti di “formazione” è vedere il cambiamento del protagonista, in particolare gli elementi che lo caratterizzano all’inizio del racconto e che si trasformano con il susseguirsi degli eventi. Jim è un adolescente con un’alta reputazione di sé, che facilmente si lascia andare a giudizi affrettati e superficiali ed è questo il dettaglio che nel corso della storia cambia, imparerà a sue spese che l’apparenza inganna e che è importante giudicare solo le azioni. Jim cresce e da ragazzo a cui badare diventa un uomo capace di osservare, pensare e agire come tale.

Ad ogni modo è un romanzo classico da leggere adatto ai più giovani, come Jim, e agli adulti che non hanno dimenticato il brivido e il fascino dell’adolescenza e l’idea che ad ogni nuova esperienza è legata un’avventura.

E voi l’avete letto? Cosa ne pensate? Vi aspetto qui, per commentarlo insieme!!

Vi lascio il link per acquistarlo a poco:

http://www.ebay.it/itm/LIsola-del-Tesoro-Stevenson-Usato-Mondadori-1957-/152261842688?hash=item2373835700

A presto, Miriam

Leggere la disabilità

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Ci sono libri che è impossibile non divorare, altri assaporare e altri per cui bisogna sedersi, munirsi di carta e penna , e leggere con calma. è questo ultimo il caso di Leggere la disabilità di Martina Naccarato, edito da Gattomerlino e pubblicato nell’agosto 2016.

Martina Naccarato, classe 1988, è una ragazza disabile di Arezzo che  recentemente si è laureata in Lingue e Letterature Europee Americane e, in questo libro, è contenuto il nucleo essenziale della sua tesi di laurea.

Come si intuisce dal titolo, il saggio tratta della disabilità. L’argomento, per quanto delicato e a volte controverso, viene affrontato dall’autrice in maniera diretta, senza mezzi termini e senza indorare la pillola. Il testo si può dividere in tre sezioni: nella prima è esposta la tesi, nella seconda  si riportano esempi a favore della tesi, nella terza si leggono testimonianze reali.

Nella prima parte l’autrice definisce la disabilità attraverso due macro concetti, quello della diversità e quello di normalità. Queste due idee, che sembrano contrapporsi l’una all’altra, stando all’analisi dell’autrice, sono in realtà costruzioni mentali dal momento che in natura ogni cosa è differente. L’autrice conclude affermando che è solo attraverso la letteratura e il cinema, con la loro capacità di narrare l’inenarrabile, che si può guardare oltre la diversità dell’altro.

Nella seconda parte si riportano esempi di supporti letterari (Libri Tattili), libri per l’infanzia, romanzi, biografie e autobiografie che, attraverso il modo di raccontare la disabilità e di approcciarsi al mondo del “diverso”, riescono a mettere il soggetto nella condizione di comunicare con l’ “altra parte” del mondo. Una nota a sé merita l’analisi del testo poetico Ti aspetterò alle otto di Pierluigi Lenzi, di cui troviamo la testimonianza più avanti. Le poesie, di cui vengono riportati i testi, mostrano in tutta la loro chiarezza i timori, le paure e l’angoscia che può provare una persona con disabilità, ma allo stesso tempo evidenzia l’ipocrisia di chi pensa di poter capire le emozioni dell’altro, e la forza, la voglia ancora di vivere e di prendere le proprie decisioni.

Nell’ultima sezione l’autrice decide di arricchire la sua tesi, riportando alcune testimonianze di persone che della disabilità hanno fatto la loro forza, tutte diverse e allo stesso tempo tutte simili. C’è chi ha scoperto la malattia in tarda età, chi da giovane, chi ha avuto un incidente eppure tutti a loro modo hanno dovuto “fare i conti” con questa realtà, tutti ne sono rimasti spiazzati ma hanno deciso di reagire e di continuare a vivere.

Pierluigi Lenzi afferma che bisogna imparare “che, per quanto doloroso, i propri limiti vanno riconosciuti e se non si compie questo atto di umiltà il rischio è di intraprendere battaglie sproporzionate rispetto alle proprie possibilità e destinate a fallire“. È  pensiero comune che per affrontare i problemi il miglior modo sia fingere che essi non esistano ma quello che si evince dalle testimonianze è che è il proprio “problema”, la propria disabilità ad essere la vera normalità e la vera forza e che proprio da questa condizione  tutti hanno riscoperto il coraggio di vivere e di affrontare a pieno la vita.

Leggere questo testo non mi ha dato risposte, ma ha fatto sì che mi ponessi molte domande. Non mi ha dato soluzioni, ma spunti di riflessioni. è un saggio consigliato a chi lavora in questo campo, a chi non si è mai approcciato a questo mondo, a chi si chiede cosa può fare di più per gli altri, a chi pensa che non ce la farà, poiché è solo leggendo che si superano le barriere.

Per chi lo desidera sabato 12 novembre alle ore 17 in Via Borgo Vittorio,95 (Roma) l’autrice presenterà il suo saggio!! Io ci sarò e chiunque voglia partecipare è  benvenuto!

Vi aspetto come sempre nei commenti

A presto, Miriam