L’Amico Ritrovato

D3_4 Titolo: L’amico ritrovato

Autore: Fred Uhlman

Editore: Feltrinelli

Pagine: 92

Prezzo:  €2

 

L’amico ritrovato, scritto da Fred Uhlman e comparso negli Stati Uniti nel 1971, è pubblicato in Italia da Longanesi nel 1979 con il titolo Ritorno.

Come ormai avrete capito, mi risulta sempre difficile recensire un classico della letteratura sopratutto se quest ultimo è intitolato L’amico ritrovato.

Cominciamo con ordine: la trama.

“Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L’uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. Questo accade nella Germania del 1933…”

Il romanzo conta intorno alle 90 pagine ma per gli argomenti trattati e in particolare il modo non ha nulla da invidiare a opere ben più corpose.

Come si evince dal titolo, il tema principale è l’amicizia, un inno all’amicizia. L'amico ritrovatoQuesta viene descritta come poetica, delicata, passionale, infantile come si addice a due adolescenti che nella loro età di passaggio tendono ad enfatizzare e interiorizzare ciò che gli accade.

La seconda guerra mondiale e le leggi razziali fanno da contorno alla storia segnandone l’inizio e la fine.

Già vi avevo accennato alla mia passione per i classici, eppure L’amico ritrovato non era mai stato contemplato nella mia “lista”. Sabato scorso, sistemando il magazzino del negozio, mi sono imbattuta in questo piccolo volume convincendomi di leggerlo… Che dire, non mi sono pentita!

È un libro consigliato: a chi sogna l’amicizia, quella vera; a chi l’ha trovata, perché riconosca la sua fortuna e a chi l’ha perduta perché possa ritrovarla.

Alla prossima, Miriam

 

Novella degli Scacchi

image_bookTitolo: Novella degli Scacchi

Autore:  Stefan Zweig

Pagine: 107

Editore: Garzanti

Prezzo

Novella degli scacchi è l’ultimo racconto di Stefan Zweig prima del suo suicidio, avvenuto il due febbraio del 1942.

Ho letto questo libro sotto suggerimento incuriosita, ad essere sincera, più dalla brevità che dalla storia, poiché in questo periodo mi è difficile stare dietro a letture molto lunghe visto che mi manca il tempo a disposizione.

Il romanzo, per mezzo di un io narrante di cui non conosceremo nulla, narra di Mirko Czentovič, un uomo rozzo e ignorante, ma anche un campione mondiale indiscusso di scacchi. Durante un viaggio in nave da New York a Buenos Aires, alcuni appassionati di scacchi lo sfidano in partite amichevoli. Il campione vince la prima senza il minimo sforzo ma nella partita successiva interviene il dottor B., e… leggete il libro!

Il racconto, come già accennato, è molto breve perciò è difficile parlarne senza rivelare la trama. Due, sono gli aspetti che mi hanno maggiormente colpito.9

Del primo, non ve ne ho parlato prima, ma non appena leggerete il libro, capirete a cosa mi riferisco. Stefan Zweig ha un indiscutibile talento nel trasporre per iscritto emozioni e sensazioni, ma, cosa che mi ha ancor di più sorpreso, è che il racconto è ispirato ai suoi ultimi giorni di vita a Petrópolis (Brasile).

L’altro aspetto di cui sono rimasta spiacevolmente stupita è il personaggio del campione di scacchi, un uomo privo di qualsiasi qualità o meglio con una sola qualità, un uomo settoriale. La critica definisce quest’uomo come il paradigma dell’uomo moderno, in grado di specializzarsi ai massimi livelli ma incapace di provare qualsiasi tipo di sentimento.

Il romanzo è ben scritto, scorrevole ma non piacevole, letteralmente parlando. Rientra nei libri da dover leggere almeno una volta nella vita se anche voi date peso alla fama dell’autore, Zweig fu lo scrittore più tradotto del suo tempo e, con mia grande vergogna, ammetto di non averne mai sentito parlare.

Lo consiglio a chi ama giocare agli scacchi e a chi piace solo guardare e a chi, come me, ama i classici ed è curioso di scoprirne sempre di nuovi.

Alla prossima, Miriam

N.B.

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