Rughe

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Titolo: Rughe

Autore: Paco Roca

Editore: Tunué

Pagine: 96

Prezzo: € 6,79 http://amzn.to/2pak32J 

 

Rughe è un fumetto di Paco Roca, pubblicato ad aprile 2013, dalla casa editrice Tunué.

Rughe racconta la storia di Emilio, un anziano signore, scaricato da figlio e nuora in una casa di cura. Tra i vari incontri, i nuovi amici e i ricordi che sbiadiscono Paco Roca racconta, con originalità e delicatezza, la vecchiaia in tutte le sue sfaccettature.

Questa è la prima graphic novel che leggo! Per mera ignoranza, ho da sempre disprezzato la letteratura disegnata ricollegandola ai racconti supereroistici che non rientrano nel mio genere, ma ero completamente all’oscuro dell’esistenza di fumetti che raccontassero storie di vita vera o comunque molto vicine alla realtà.  Da un video di una booktuber italiana ,Valeria (Read Vlog Repeat), ho rivalutato il genere, e tanto mi ha incuriosito che ho deciso di leggere Rughe.

Essendo ancora poco pratica, devo confessare che ho dovuto leggerlo due volte: la prima per conoscere quanto prima il finale; la seconda per apprezzare al meglio i disegni e il loro modo di raccontare la storia. Per questo motivo, ho pensato fosse meglio valutare il fumetto separando il giudizio dato al racconto da quello dato ai disegni.

La storia di Emilio è commovente, colpisce, fa arrabbiare, lascia senza parole e con l’amaro in bocca. Non voglio svelarvi nulla ma credo di poter affermare, con assoluta sicurezza, che Paco Roca, con poco più di 90 pagine, abbia evidenziato tutti gli aspetti più o meno ammirevoli della vita e che in questo lungo viaggio è sempre meglio stare in compagnia.

RUGHE

Non voglio assolutamente innalzarmi a critica d’arte e giudicare l’opera di un grande illustratore, ma parlando da semplice lettrice vorrei mostrarvi il disegno che rende questa graphic novel non solo unica ma un piccolo gioiello.  Si è esattamente la copertina! Per i più intuitivi il senso sarà fin da subito chiaro, io invece ho dovuto leggere il fumetto prima di comprenderne il significato e una volta capito non sono riuscita a smettere di osservarla per l’intelligenza e la delicatezza con cui l’autore ha saputo rendere il tutto.

Assolutamente consigliato a tutti quelli, che come me, non si sono mai approcciati al mondo del fumetto, per tutti quelli che temono e/o vivono l’anzianità di qualcuno caro, per tutti coloro che guardano al futuro un po’ timorosi, siate pur certi che la vita riserva sempre belle sorprese.

Alla prossima, Miriam

N.B.

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Sua Altezza!

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Titolo: Sua Altezza!

Autore: Annie Vivanti

Editore: Ensemble

Pagine: 208

Prezzo: €9 Brossura (http://www.edizioniensemble.it/prodotto/sua-altezza/)  – €4,99 Ebook (http://www.wikibook.it/prodotto/sua-altezza/)

Sua Altezza! ,scritto da Annie Vivanti, è stato pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Bemporad nel 1923, riproposto da Ensemble nel 2014, è curato da Marco Bisanti.

Il racconto narra la fantastica avventura di Roberto, detto Bobby, un bimbo di 7 anni e di sua sorella Tina, di poco più grande. La loro ennesima marachella li porterà a dover trascorrere, per punizione, un giorno a casa e, nelle noiose ore pomeridiane, ecco che il quadro del soggiorno sembra muoversi, attirandoli a sé. Bobby e Tina, memori delle parole della mamma “un’opera d’arte non va guardata così, superficialmente, dal di fuori. Bisogna penetrarla per trovare ed afferrare l’anima dell’artista!”, entrano nel quadro per andare a cercarla.

Penso sia molto più difficile parlare di un libro che si è amato piuttosto di uno che non si è apprezzato, perché si ha il timore di non dire mai abbastanza e allo stesso tempo di dire quel poco di più che toglie la curiosità a chi lo si consiglia.

Sua Altezza! nasce come racconto per bambini ma, come ormai avrete capito, sono del parere che i libri per i più piccoli siano adatti a tutti, indifferentemente dall’età. Questo tipo di romanzo, come Le avventure di Pinocchio, è allegoria della vita ed ogni incontro ne rappresenta un aspetto significativo.SUA ALTEZZA

Per parlare con ordine possiamo qui riassumere, in 4 parole, quelli che, per me, sono gli aspetti fondamentali del romanzo: parlar chiaro, solidarietà, false apparenze e perseveranza.

Spesso tra adulti si usa l’espressione parla chiaro che invece è molto meno usata nei confronti dei più piccoli, è evidente nella storia che spesso, il nostro parlare figurato, è frainteso dai bambini e non per i motivi che pensiamo noi. La ragione è molto semplice, non possiedono quelle costruzioni mentali, date dall’età e dall’educazione, che non sono altro che gabbie in cui ci vantiamo di essere rinchiusi. Parlar chiaro dovrebbe essere un modus operandi, la base di qualsiasi relazione affinché sia sana, vera e sin
cera.

Un secondo aspetto che mi ha toccato profondamente è la solidarietà.
Nel romanzo la incontriamo in varie forme, ma quella che più mi ha commosso si può riassumere in una frase: Sappi che le ore consegnate dalla giovinezza a chi è triste, sono benedette per entrambi: sono gemme che né per l’una né per l’altra si perdono mai più (cap. XXVIII pag.170).

False apparenze, credo che tutti voi che mi stiate leggendo abbiate avuto a che fare con la difficoltà di distinguere ciò che sembra giusto da ciò che effettivamente lo è. Penso sia un argomento molto difficile da spiegare ai più piccoli ma questo romanzo con la giusta dose di ironia, spensieratezza e un pizzico di inquietudine mostra i rovinosi modi in cui la vita di ognuno di noi può essere distrutta per non aver saputo riconoscere in tempo le false apparenze.

In ultimo la perseveranza, una parola o per meglio dire una parolaccia dei nostri giorni. La fatica del raggiungere gli obiettivi, lo sforzo, lo sconforto, la costanza sembrano essere caratteristiche della vita da cui i bambini debbano essere protetti, Sua Altezza! mostra invece che è la perseveranza, con tutto ciò che essa comporta, a salvarci e a salvare, e questa è una lezione che nessuno di noi dovrebbe  mai dimenticare.

Non voglio svelarvi nulla di più, ma spero di lasciarvi con la curiosità di prendere questo libro in mano perché non riuscirete a smettere di leggerlo.

Che dire è un romanzo super consigliato ai piccoli e ai grandi, agli intraprendenti, a coloro che non hanno ancora trovato il coraggio e a tutti quelli che possiedono l’anima dell’artista, impaziente di spiccare il volo!

Alla prossima lettura, Miriam

La sarta di Dachau

26 marzo Titolo: La Sarta di Dachau

Autore: Mary Chamberlain

Editore: Garzanti

Pagine: 318

Prezzo: € 16,90 Rilegato – € 7,99 Ebook

 

 

La sarta di Dachau, scritto da Mary Chamberlain, è stato definito il fenomeno letterario del 2015, edito in lingua originale da Random House, arriva nelle librerie italiane  grazie a Garzanti, nel gennaio del 2016.

Cominciamo con ordine, e perciò partiamo dalla trama:

Londra, 1939. Ada Vaughan non ha ancora compiuto diciotto anni quando capisce che basta un sogno per disegnare il proprio destino. E il suo è quello di diventare una sarta famosa, aprire una casa di moda, realizzare abiti per le donne più eleganti della sua città. Ha da poco cominciato a lavorare presso una sartoria in Dover Street, e la vita sembra sorriderle. Un viaggio imprevisto a Parigi le fa toccare con mano i confini del suo sogno: stoffe preziose, tagli raffinati, ricami dorati. Ma la guerra allunga la sua ombra senza pietà. Ada è intrappolata in Francia, senza la possibilità di ritornare a casa. Senza soldi, senza un rifugio, Ada non ha colpe, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato. Ma i soldati nazisti non si fermano davanti a niente. Viene deportata nel campo di concentramento di Dachau. Lì, dove il freddo si insinua senza scampo fino in fondo alle ossa, circondata da occhi vuoti per la fame e la disperazione, Ada si aggrappa all’unica cosa che le rimane, il suo sogno. L’unica cosa che la tiene in vita. La sua abilità con ago e filo le permette di lavorare per la moglie del comandante del campo. Gli abiti prodotti da Ada nei lunghi anni di prigionia sono sempre più ricercati, nonostante le ristrettezze belliche. La sua fama travalica le mura di Dachau e arriva fino alle più alte gerarchie naziste. Le viene commissionato un abito che dovrà essere il più bello della sua carriera. Un vestito da sera nero, con una rosa rossa. Ma Ada non sa che quello che le sue mani stanno creando non è un abito qualsiasi. Sarà l’abito da sposa di Eva Braun, l’amante del Führer… 

Mi soffermerò poco sulla storia, se non per confermare quanto detto dalla stampa internazionale, si narra dell’amore, della guerra e della speranza in un modo tutto diverso e indimenticabile. Sicuramente non passerà inosservato l’aspetto dedicato ai sogni e al desiderio instancabile di raggiungerli, sono loro che spesso ci mantengono in vita.

Non avevo mai letto nulla riguardante la seconda guerra mondiale e, in generale, mi sono sempre ben guardata dal farlo. Sono una persona molto sensibile a certi argomenti e a volte, per proteggermi, ho voluto allontanare da me alcuni discorsi. Ho visitato musei e visto film sul tema, ma tutti molto distanti, temporalmente parlando, l’uno dall’altro ma mai avevo letto qualcosa su quest’epoca storica. Leggere un libro è diverso:  le immagini si auto costruiscono nella mente e rimangono lì, impresse, sei tu il loro creatore e tu che le rendi reali, vivide, incancellabili.

Leggere un libro, con questa consapevolezza, è diverso!

Ada Vaughan è una protagonista particolare, per la quale non si simpatizza subito, anzi. All’inizio la trovavo infantile, viziata e ingenua ma poi il suo vissuto l’ha cambiata al punto che non amarla è stato impossibile. Come già vi accennavo nel Le mie cene con Edward, di norma tendo a immedesimarmi nei personaggi dei libri che leggo, tendo a capirne il linguaggio, le aspirazioni, le gioie ma anche le paure e i dolori, con Ada non è stato così e solo alla fine ne ho colto il motivo: io, non volevo immedesimarmi nella protagonista e soprattutto nel suo dolore.

Questo libro mi ha portato a riflettere molto sulla mia vita, sulla morte e sulla guerra. Durante la seconda guerra mondiale molte coscienze si sono lavate con la frase “io non ne sapevo niente” (come se non ci fossero state le leggi razziali a presagire il disastro) ma oggi, con i social, le breaking news, le foto e i video: quanto possiamo tirarci indietro e dire “io non lo sapevo”? Non voglio fare la morale a nessuno, ma è un libro che senza dubbio mi ha messo in discussione rispetto ai tanti fatti che ogni giorno mi limito ad osservare con cinico distacco.

Lo so, pensavate che sarebbe stata una recensione leggera, e invece… ma ogni tanto un po’ di sana autocritica è utile.

È un libro che consiglio a tutti, niente da aggiungere.

Alla prossima, Miriam